Salve a tutti!!!
Mentre sto continuando la promozione di Children from the star, vi comunico che ho ufficialmente terminato il lavoro sul secondo libro di questa saga aliena👽🛸🪐.
Il titolo è Enemies from the star.
C'è anche un sottotitolo ma non lo svelerò, lo scoprirete a dicembre 2026.
Sì, anche questo vedrà la luce a fine anno, perchè? Beh prima dovete avere il tempo di conoscere i protagonisti alieni (quello dello schianto di Roswell del 1947) e gli umani che li hanno aiutati.
Perciò lo potete trovare in cartaceo e in versione digitale (su Amazon in ebook e anche su KU) sugli store online, oltre alla possobità di ordinare il cartaceo presso le librerie fisiche de La Feltrinelli.
Accorrete!!!
Inoltre Children from the star è in concorso al Premio internazionale della Letteratura Sarzanae, assieme a Il figlio segreto.
Quindi buona lettura con Children from the star.
Qui sotto il booktrailer.
Intanto vi faccio leggere la recensione di Luigi Bignami.
"Ho letto Children from the Star e devo dirti che è un libro che sorprende. L’idea di partire da Roswell non è solo un omaggio alla grande mitologia ufologica, ma diventa il punto d’innesco di una storia più ampia, intima e umana. Non è semplicemente un romanzo sugli alieni: è un romanzo sull’identità, sull’appartenenza e sul sentirsi “diversi” in un mondo che non sempre accoglie.
Uno degli aspetti più riusciti è proprio questo: gli extraterrestri non sono figure lontane o stereotipate, ma personaggi con fragilità, conflitti interiori, desideri. La scelta di farli crescere tra gli umani e di seguirli nel tempo dà profondità alla narrazione e crea un legame emotivo con il lettore. In particolare, il personaggio di Asher è costruito con sensibilità: il contrasto tra il suo passato e la sua vita attuale lo rende credibile e coinvolgente.
Si percepisce anche una grande immaginazione nella costruzione dell’universo narrativo: c’è una visione ampia, quasi cinematografica, che mescola mistero, tensione e sentimento. La storia ha ritmo, ma non rinuncia ai momenti più introspettivi, e questo equilibrio è un punto di forza.
Un altro elemento che colpisce è il coraggio dell’autrice: affrontare un tema così iconico come Roswell e costruirci sopra una saga non è semplice. Serve fantasia, ma anche determinazione. E in queste pagine si sente entrambe le cose.
È un libro che ha cuore. E quando una storia nasce con cuore e passione, si sente. C’è spazio per crescere, come in ogni percorso creativo, ma la base è solida: idee forti, personaggi vivi e un mondo che può ancora espandersi.
Scrivere una saga è un atto di fiducia verso il proprio immaginario. E Children from the Star dimostra che quell’immaginario è ricco e merita di essere coltivato.
Luigi Bignami."
Uno degli aspetti più riusciti è proprio questo: gli extraterrestri non sono figure lontane o stereotipate, ma personaggi con fragilità, conflitti interiori, desideri. La scelta di farli crescere tra gli umani e di seguirli nel tempo dà profondità alla narrazione e crea un legame emotivo con il lettore. In particolare, il personaggio di Asher è costruito con sensibilità: il contrasto tra il suo passato e la sua vita attuale lo rende credibile e coinvolgente.
Si percepisce anche una grande immaginazione nella costruzione dell’universo narrativo: c’è una visione ampia, quasi cinematografica, che mescola mistero, tensione e sentimento. La storia ha ritmo, ma non rinuncia ai momenti più introspettivi, e questo equilibrio è un punto di forza.
Un altro elemento che colpisce è il coraggio dell’autrice: affrontare un tema così iconico come Roswell e costruirci sopra una saga non è semplice. Serve fantasia, ma anche determinazione. E in queste pagine si sente entrambe le cose.
È un libro che ha cuore. E quando una storia nasce con cuore e passione, si sente. C’è spazio per crescere, come in ogni percorso creativo, ma la base è solida: idee forti, personaggi vivi e un mondo che può ancora espandersi.
Scrivere una saga è un atto di fiducia verso il proprio immaginario. E Children from the Star dimostra che quell’immaginario è ricco e merita di essere coltivato.
Luigi Bignami."

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