Quella che sto per scrivere è la recensione del grande divulgatore scientifico Luigi Bignami.
Non potete immaginare la commozione ed emozione che ho provato nel leggerla.
Ecco le parole del grande Luigi Bignami.
"Ho letto Children from the Star e devo dirti che è un libro che sorprende. L’idea di partire da Roswell non è solo un omaggio alla grande mitologia ufologica, ma diventa il punto d’innesco di una storia più ampia, intima e umana. Non è semplicemente un romanzo sugli alieni: è un romanzo sull’identità, sull’appartenenza e sul sentirsi “diversi” in un mondo che non sempre accoglie.
Uno degli aspetti più riusciti è proprio questo: gli extraterrestri non sono figure lontane o stereotipate, ma personaggi con fragilità, conflitti interiori, desideri. La scelta di farli crescere tra gli umani e di seguirli nel tempo dà profondità alla narrazione e crea un legame emotivo con il lettore. In particolare, il personaggio di Asher è costruito con sensibilità: il contrasto tra il suo passato e la sua vita attuale lo rende credibile e coinvolgente.
Si percepisce anche una grande immaginazione nella costruzione dell’universo narrativo: c’è una visione ampia, quasi cinematografica, che mescola mistero, tensione e sentimento. La storia ha ritmo, ma non rinuncia ai momenti più introspettivi, e questo equilibrio è un punto di forza.
Un altro elemento che colpisce è il coraggio dell’autrice: affrontare un tema così iconico come Roswell e costruirci sopra una saga non è semplice. Serve fantasia, ma anche determinazione. E in queste pagine si sente entrambe le cose.
È un libro che ha cuore. E quando una storia nasce con cuore e passione, si sente. C’è spazio per crescere, come in ogni percorso creativo, ma la base è solida: idee forti, personaggi vivi e un mondo che può ancora espandersi.
Scrivere una saga è un atto di fiducia verso il proprio immaginario. E Children from the Star dimostra che quell’immaginario è ricco e merita di essere coltivato.
Luigi Bignami."
Uno degli aspetti più riusciti è proprio questo: gli extraterrestri non sono figure lontane o stereotipate, ma personaggi con fragilità, conflitti interiori, desideri. La scelta di farli crescere tra gli umani e di seguirli nel tempo dà profondità alla narrazione e crea un legame emotivo con il lettore. In particolare, il personaggio di Asher è costruito con sensibilità: il contrasto tra il suo passato e la sua vita attuale lo rende credibile e coinvolgente.
Si percepisce anche una grande immaginazione nella costruzione dell’universo narrativo: c’è una visione ampia, quasi cinematografica, che mescola mistero, tensione e sentimento. La storia ha ritmo, ma non rinuncia ai momenti più introspettivi, e questo equilibrio è un punto di forza.
Un altro elemento che colpisce è il coraggio dell’autrice: affrontare un tema così iconico come Roswell e costruirci sopra una saga non è semplice. Serve fantasia, ma anche determinazione. E in queste pagine si sente entrambe le cose.
È un libro che ha cuore. E quando una storia nasce con cuore e passione, si sente. C’è spazio per crescere, come in ogni percorso creativo, ma la base è solida: idee forti, personaggi vivi e un mondo che può ancora espandersi.
Scrivere una saga è un atto di fiducia verso il proprio immaginario. E Children from the Star dimostra che quell’immaginario è ricco e merita di essere coltivato.
Luigi Bignami."
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